| INTERVISTA A: Marco Dominici |
26/06/2009 |
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| Parlaci un po' di te... |
Uhm, ho delle difficoltà a rispondere a questa domanda, un po' generica... Sono Marco Dominici, ho superato la trentina ma mi considero ancora un ragazzo. In genere sono molto riservato e timido. Naturalmente la mia passione sono i fumetti e l'illustrazione, ma anche la scrittura, amo scrivere racconti brevi e poesie.
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| Quando e come è nata la tua passione per il fumetto? |
Proprio quando ho capito che potevo unire le mie due principali passioni, il disegno e la scrittura, cioè il raccontare delle storie. Fare un disegno per me vuol dire creare un mondo, delle vite, e fare un fumetto con una storia vuol dire dargli maggiore profondità, una dimensione in più, rendere più reale il mondo che creo, ed il divertimento sta tutto nella creazione, una volta finito il disegno od una storia a fumetti perde di interesse per me, già penso al prossimo.
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| Che genere di storie a fumetti preferisci realizzare e perché? (avventura, fantasy, thriller, ...) |
Amo qualsiasi tipo di storia, ma tendo ad appassionarmi (sia come lettore che come autore) maggiormente a storie che non siano di genere, che riescano a spiazzarmi. Per natura tendo ad evitare le classificazioni in compartimenti stagni. |
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| Quante storie hai scritto e quante ne hai già realizzate? |
A dire la verità non lo so proprio, non le ho mai contate. Ho realizzato diverse storie brevi, sia come autore completo che come disegnatore, ma sicuramente non superano la ventina. Ho disegnato un albo di PT7 (più di 90 pagine) diverso tempo fà, ed ora sto lavorando a dei progetti di ampio respiro con lo sceneggiatore Simone Panepuccia.
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| Le tue storie e i personaggi sono originali o ti ispiri ad alcuni già esistenti? |
Sono originali, ispirarmi a personaggi o storie già esistenti toglierebbe una parte del divertimento. |
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| Preferisci disegnare un fumetto in stile giapponese, americano o altro? |
Ho faticato molto per trovare uno stile mio personale, ed anche adesso faccio fatica a disegnare sempre con lo stesso stile, mi piace variare, ed amo disegnare sia con uno stile manga che americano o francese, ma quello che amo di più è prendere elementi di questi stili e mischiarli, un po' come per il discorso dei generi letterari. |
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| Il tuo fumettista preferito e perché? |
Al momento non ho un autore preferito, ne ho tanti. Posso dire che quando ero molto più giovane ero andato in fissa con Andrea Pazienza, perché era geniale e perché era difficilmente classificabile. Ma fortunatamente ho scoperto nuove cose e mi sono appassionato anche di altro, altrimenti avrei rischiato di diventare un suo clone.
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| Hai frequentato scuole o corsi di fumetti? |
Sì, ho frequentato la Scuola Romana dei Fumetti per tre anni. Sicuramente mi ha aiutato a capire molte cose molto più velocemente di quanto avrei fatto da solo.
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| Quali consigli daresti a chi vorrebbe intraprendere questo lavoro? |
E' difficile dare dei consigli generici, si rischia di dire le solite cose (è un lavoro duro, ci vuole impegno, passione, perseveranza, culo e uno su mille ce la fa), ma alla fine credo che una delle cose che ho imparato sulla mia pelle è che se si vuole fare questo mestiere, oltre a cercare di migliorare costantemente ed essere professionali, bisogna imparare a proporsi, a farsi avanti e non fermarsi alla prima porta chiusa, perché nella maggior parte dei casi si avranno un sacco di porte sbattute in faccia prima di poter combinare qualcosa. Chiaramente questo non vuol dire essere convinto di essere un genio incompreso ed andare alla carica ad occhi chiusi contro dei muri, ma cercare di valutare onestamente quel che si vale e le proprie potenzialità. |
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| a cura di RainStars.net |
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