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"Linee d'incontro" di Nuvola

"Alberto,sono a casa!"
Sbuffo,aprendo la porta di casa,che apro maldestramente con un calcio,le mie mani sono cariche di buste della spesa.
Fa veramente caldo:è da quando che,uscita dal lavoro,sono montata nella macchina incandescente alle due di pomeriggio,sogno una doccia e una bella insalata fresca.
"Emma,sei tornata! Aspetta che ti do una mano!"
Esci dalla cameretta,sembra quasi come se ti fossi appena svegliato;hai la barba lunga e sei ancora in pigiama. Mi baci frettoloso,mentre mi togli le buste di mano.
"Fa un caldo!" mi lamento,mentre faccio cadere i vestiti zuppi di sudore uno dopo l'altro sulla sedia. "Al lavoro non ho avuto un attimo di tregua."
Mentre parlo mi trasferisco in bagno,praticamente sono in mutande e mi sciacquo il viso con l'acqua fredda.
"Tutta la mattina con la mamma alle costole,sempre con la solita tiritera.ormai siamo costretti a chiudere,a vendere,dopo tutti questi anni.non ne potevo più!"
Cado di peso sul divano.
"E tu? Sei stato più fortunato di me? Che hai fatto di bello stamattina?"
Sei alle mie spalle ma non mi rispondi;mi giro per ripeterti la domanda ed in te avverto qualcosa che non mi convince.
Sono quasi le tre ormai e tu sei ancora in pigiama;la tua barba è lunga ed i tuoi occhi sono arrossati,come se avessi passato ore davanti al televisore. Boh.
"Alberto,ma mi stai a sentire? Ti ho chiesto cosa hai fatto di bello oggi."
Ti giri e con uno sguardo a metà ed un sorriso che sa di falso,dici:
"Apparecchio? Così mangiamo! Io ho una fame,tu?"
Per un attimo sento i globuli rossi che frenano bruscamente nelle mie vene:come estrapolata dal contesto,guardo da fuori la scena. Sono al cinema e quella che sto guardando è una finzione,non di certo la mia vita.
Mai,dico mai,in quindici anni di convivenza, Alberto non ha risposto ad una mia domanda. Ma che cosa stava succedendo?
"Alberto,non cambiare discorso,ti ho fatto una domanda ben precisa:tu,cosa hai fatto stamattina?"
"Niente di importante.un po' al pc"
In un attimo,il sospetto.
"Tutta la mattina? E come mai,avevi un lavoro da fare?"
"No,facevo un giro su internet,niente di che."
Il tuo aspetto trasandato,i tuoi occhi rossi.c'è qualcosa che non dici.
"Deve essere veramente interessante,questo internet:mangiamo e poi diamo un'occhiata insieme."
"Certo,perché no."
Fingendo un appetito che nessuno dei due aveva,ci siamo seduti. Senza parlare,ognuno chiuso nel silenzio dell'attesa:io di scoprire,lui di essere scoperto.
Ma io non ce la faccio.
"Allora,Alberto."
Il mio sguardo è più eloquente di mille domande.
"Non c'è niente da dire,stavo solo chattando."
"Ok,ma allora perché non me lo hai detto subito?"
"Beh.chattavo con una ragazza ed avevo paura che tu fossi gelosa."
"Pensi che ne dovrei avere motivo?"
"No,ma che dici! Ci parlo solo,non so neanche che faccia abbia!"
"Ok Alberto,voglio crederti:però devi ammettere che il tuo comportamento è stato un po' sospetto. Quindi non ti offenderai se ora andiamo insieme a chattare con questa persona:se non hai niente da nascondere,non avrai certo problemi ad accontentarmi."
Come un condannato a morte,ti vedo attraversare il tuo miglio verde,quei due metri di corridoio che separano la cucina dalla cameretta.
Ci colleghiamo. Samantha,si chiama e dalla cronologia leggo che sono due settimane che chattate per circa due ore ogni mattina.
Sport,libri,cinema,cucina. Nessun argomento osè tra voi:solo ore e ore di conversazione. E per fortuna che a me,in tutti questi anni,hai sempre detto che i silenzi sono la base dell'amore.
Arrivo all'ultima conversazione,quella di stamattina.
Samantha ha scritto: Stanotte ho fatto un sogno strano.
Alberto ha scritto: Quale.
Samantha ha scritto: Ho sognato di fare una piccola crociera.
Alberto ha scritto: Dove
Samantha ha scritto: nel Mediterraneo. Cinque giorni. Partenza da Civitavecchia,lunedì alle 15,00.
Alberto scrive: io invece ho sognato di ritirare dei biglietti:trovavo posto all'ultimo minuto e partivo all'improvviso.
Samantha scrive: che bello viaggiare
E via così,con tutta una serie di stronzate,tante in fila,addirittura sul tempo. Anche se non ne sono così convinta,mi trovo a dover fare retromarcia su tutto.
"Scusa,Alberto,ho dubitato di te senza motivo."
Lo squillo del telefono ci trova abbracciati.
"Ciao Emma,sono Luigi,c'è Alberto?"
"Si,te lo passo."
Vado in bagno per una doccia veloce e li lascio parlare tranquilli.
Bussi alla porta del bagno.
"Emma,sai che voleva Luigi? Mi voleva invitare con lui al mare,qualche giorno.lo so che tu lavori.ti dispiace?"
"No,non preoccuparti.quando partite?"
"Lunedi mattina! Ora vado da lui a mettermi d'accordo bene! Ciao a dopo!"
Lo lascio andar via:poi collego.
Vado al sottofondo del suo comodino. Li trovo:due biglietti per una crociera sul Mediterraneo. In quella chattata parlavano in codice.
Accendo di nuovo il computer;apro una casella di posta elettronica di cui Alberto ignora l'esistenza.
"Massimo.ciao tesoro.ho appena scoperto di avere cinque giorni liberi."

 
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