Rain Stars - Home Page
facebook myspace twitter google+
cinema e teatro musica fotografia pittura e scultura comics games letteratura e poesia  
associazione
stella Autori
stella Concorsi
stella ElegiaStella
stella Eventi
stella Interviste
stella Libri
stella Notizie
stella Recensioni
 
 
canali
cinema e teatro Cinema e Teatro
comics & games Comics & Games
fotografia Fotografia
letteratura e poesia Letteratura e Poesia
musica Musica
pittura e scultura Pittura e Scultura
 
 
newsletter
Iscriviti alla newsletter di RainStars per essere informato sulle ultime novità e iniziative proposte dall'associazione.
 
:: ISCRIVITI ::  
 
 
vota rs

 

 

 
  Partner / Friends
 
  ElegiaStella
 
 
Davide Zizza
autore
Davide Zizza
poeta

Preferisco sempre descrivermi in maniera impersonale e sintetica, come se prendessi distanza da me stesso o come per prendermi in giro. Pertanto di me posso dire questo:
“Davide Zizza (Crotone, 1976) e' Dottore Magistrale in Lingue e Letterature Straniere con una tesi in Filologia Romanza sul Tristran di Béroul. Membro dell’Associazione Culturale ‘Le Madie’ dal 2007, coltiva da diversi anni interessi legati alla letteratura, alla testualità e alla poesia. Autore di una prima raccolta di versi, scrive articoli e recensioni letterarie sulla Rivista NiedernGasse e su altre riviste letterarie on line. Bibliofilo.”

poesie
Olio su tela

S’intonano i colori della sera –
sfere di luce si offrono nei riflessi delle onde
e il loro biancore fa una scia sul mare
come candele accese di speranza
per il giorno dopo –

Sfumano i contorni della notte –
si fa breccia un quarto di luna rossa che spia
le finestre spente laddove si nasconde
un individuo che la guarda avanzare piano,
a cammino lento sulle pietre della strada –

Una nave lascia un’orma di schiuma bianca
di poi a confondersi nel lenzuolo antico
e marino, che abbandona gli argini
delle scogliere pietrose in infranti istanti
e li riflette in quel suono liquido.

Fanno così armonia in un dipinto d’estate.

Dopo la notte, prima dell'alba

Il rumore liquido dell’acqua nel lavandino,
mani e volto che si lavano tranquilli
alle ore in cui l’alba è un ancora un sogno
che possiede il colore d’ambra su uno sfondo
rosa, blu oltremare di notte svanita –
e un timido albore riflesso sui miei
occhi castani irradia luce di fuoco.

La calma completa il senso del dolore,
come l’alba completa il ciclo della notte,
mie invocate tenebre in un sogno,
incanto, attraversamento.


intervista
Davide Zizza, e le risonanze della poesia. I canti del tuo libro Dipinti e Introspettive (Rupe Mutevole editore) non sono immagini ferme: la tua poesia ha stratificazione di passaggi introspettivi e linguaggi di altre culture. Raccontaci…
La stratificazione introspettiva è uno sguardo dal di dentro che cerca di maturare in una visione più chiara e netta nel tempo. Anzi la stratificazione si presenta come il risultato di una sguardo (sul mondo) “recuperato” a più riprese, e la fase poetica di quel periodo in cui scrissi la raccolta testimonia l’insistenza pittorica nel tratteggiare la dinamica di un determinato momento. È la grande lezione oraziana: Ut pictura poesis.
La contaminazione linguistica poi è il mio primo amore. Ai tempi dell’Università, tradurre dalla letteratura inglese e francese, era per me addentrarmi nella scrittura in una lingua altra, e la risonanza che ne catturavo era stimolo per una scrittura che non fosse l’italiano.


La soluzione di non continuità di questo momento culturale, è un elemento pacifico o un atto antistorico? L'evoluzione poetica ha bisogno di strumenti contestuali o c'è già lo strumentare ma la critica "militante" ha smesso di percepire il lavoro "nuovo"?
Io ho sempre creduto che ciò che è poeticamente nuovo ha sempre difficoltà a farsi strada sia perché è novità e sia perché lo strumento della critica (militante e non) si prende un tempo per “allinearsi” su quella linea d’onda e comprenderla. Ritornando alla prima domanda, mi sento di rispondere che è la continuità a possedere sempre un valore pacifico. Garantisce la sequenza di uno sviluppo e il prosieguo della creatività.

Domanda "cronica" su ElegiaStella. La scrittura nel suo spazio metrico: canone da rispettare, inventare o ignorare? Il verso di Davide, discorsivo, affabulatorio o metrico?
Lo spazio metrico nella scrittura non va ignorato. La scrittura non ignora niente sia nella creatività che nella retorica. Anche se prediligo il verso libero, l’allenamento con la metrica garantisce prima una struttura entro cui formarsi da cui poi affrancarsi. Il mio verso è discorsivo perché in poesia mi è sempre piaciuto il “tu”, il dialogico, la distanza ravvicinata.

"Il verso perfetto", quello che non si può più evitare di leggere o di ricordare, quello che apre la comunicazione fra chi lo ha emesso e chi lo sta respirando, è un obiettivo, un falso mito o una speranza?
Ricordo a memoria in lingua originale la poesia “Il minacciato” di Jorge Luis Borges. Sulla base della mia esperienza di lettore, essendo questa una cosa possibile (non credendolo quindi un falso mito), ma nemmeno fissandomelo come obiettivo principale, con tutta la sincera umiltà “il verso perfetto” è una speranza.
a cura di Meth Sambiase
 
 
  Partner / Friends
 
<< Back
^ Top ^
RainStars.net
 
  © 2012 RainStars Associazione di Arte e Cultura - C.F. 93031330298 - Privacy - Disclaimer & Credits