02. Come ti definiresti in tre aggettivi?
Vulcanica, egocentrica e sensibile.
03. Cosa pensi della letteratura italiana?
Non essendo un critico mi è difficile esprimere un giudizio. Mi considero soprattutto una lettrice e come tale ho i miei gusti e le mie preferenze. Penso ci siano tanti buoni libri anche qui in Italia, basterebbe non limitarsi solo a ciò che viene reclamizzato. La mia sensazione è che i libri stiano tornando in voga...
04. Quali sono i libri che ti hanno maggiormente coinvolta?
Ce ne sono molti ma quello che porto nel cuore è "Oceano Mare" di Baricco. Ultimamente mi è capitato fra le mani "Mille splendidi soli" di Khaled Hosseini. Un romanzo davvero interessante, ambientato nella Kabul degli ultimi trent'anni. Si sofferma sulla condizione femminile. Un libro che mostra una realtà molto vicina alla nostra ma ancora troppo sconosciuta. Lo consiglio vivamente... c'è tanta verità dentro.
05. A quanti anni hai scritto il tuo primo racconto e di cosa parlava?
Avrò avuto nove o dieci anni. Durante un'interminabile influenza che mi costrinse a un esilio forzato in casa, la mia piccola mente ideò la storia di una ragazza che si divertiva a cercare avventure e risolvere misteri. Nel romanzo si parla di una villa nascosta in un bosco che racchiude un segreto. Si intitolava "Sussurri del bosco"
06. "Amnesia" è il tuo primo libro?
E' il primo libro impegnato che ho portato a termine e che ha trovato il consenso di una casa editrice.
07. Raccontaci un pò di cosa parla questo libro..
Se fossi stata capace di condensare l'argomento in poche righe non avrei scritto un intero libro :) Preferisco riportare quello che ha scritto la stampa e in cui mi riconosco:
Sono molte le persone che soffrono di mali presunti.
Questo libro racconta, senza sconti, alcune delle loro esperienze.
E' un mondo confuso, di "malati" storditi e sopraffatti da un nemico crudele e oscuro, irriconoscibile ogni volta, imprevedibile. Malati che chiedono aiuto sapendo di non poterne ricevere, destinati a un livido isolamento.
Spesso non ci guardiamo. Abbiamo imparato così bene a difenderci, per non fare i conti con le nostre paure, da non accorgercene nemmeno più. Il panico attacca i meccanismi di difesa e, quanto meno provvisoriamente, li sgretola. Il panico tenta di impedirci di ignorare i messaggi che ci arrivano da quelle zone di noi che abbiamo messo a tacere, che abbiamo soffocato. Il panico, se accettato, può restituirci a noi stessi, può darci l'occasione di guardarci e di esserci per davvero.
La protagonista di questo libro non si lascia vincere dal suo male perché non se ne considera una vittima. La sua ironia è più forte della retorica, e lei riesce a trovare il coraggio di avere paura.
08. Per quale tipo di lettore è destinato?
In primo luogo alle persone che soffrono di depressione e attacchi di panico perché possano riconoscervisi e magari leggendo riescano a sentirsi meno soli e meno "strani" di quello che pensano.
Ma anche a quelli molto lontani dal disagio perché possano capire e comprendere meglio cosa succede alle persone che ne soffrono.
09. E' stato difficile trovare un editore?
Certo non è stato facile! Ho inviato il mio romanzo a tutte le case editrici di cui ho reperito l'indirizzo su internet. Molte mi hanno risposto interessate, chiedendomi però di partecipare alle spese di stampa. Non potevo accettarlo (a questo punto a cosa serve una casa editrice? ho pensato: "lo stampo da me e come più mi piace!").
Dopo innumerevoli delusioni la Sideral ha deciso di pubbilcare il mio libro. Una vera casa editrice, piccola, ma seria. Ci sono voluti quasi tre anni prima di vedere Amnesia pubblicato!
10. Oltre a scrivere, cantare, dipingere, c'è qualcos'altro che ti piacerebbe fare?
Potrebbe quasi sembrare una domanda ironica. In effetti non basterebbe una vita per raggiungere la maestria anche in una sola delle cose che faccio. Però sono convinta che non bisognerebbe mai accontentarsi... godere delle piccole cose è importantissimo, ma penso che solo sfidando i propri limiti si possa migliorare. "Saper Fare" è una grande ricchezza e quindi mi piacerebbe saper fare bene tante cose.