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Spingendo la notte più in là |
| Autore: Mario Calabresi |
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Trama
Questo libro è un saggio in cui l'autore, il giornalista (è corrispondente da New York per il quotidiano "Repubblica") Mario Calabresi, figlio del commissario Luigi Calabresi (assassinato nel 1972 dai terroristi, per vendicare la morte dell'anarchico Luigi Pinelli, avvenuta negli uffici della Questura di Milano. Calabresi fu in seguito scagionato da ogni accusa, anche se purtroppo il commissario era già stato ucciso) racconta la sua vita familiare, il suo rapporto con il padre |
fatto e ricostruito dai ricordi, poichè egli, all'epoca, era un bambino. Scrive pagine amare di riflessioni, ricordi, dolore mai sopito, in un affresco dell' Italia degli anni di piombo fino all' Italia di oggi, e ne traccia un profilo reale, profondo, raccontando il nostro Paese con gli occhi di vittima che questo nostro Stato non ha saputo proteggere e in seguito aiutare. Nel volume, si parla anche degli omicidi di Marco Biagi, Massimo D'Antona, Antonio Cutra. |
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Recensione di Silvia B. |
Uno dei libri più belli che io abbia mai letto. Una denuncia sociale garbata, non urlata, ma che si porta addosso un dolore mai cancellato, un dolore che è sempre vivo e presente in chi scrive, e nei suoi familiari. Mario Calabresi ha ricostruito con sofferenza, con lucidità e sete di verità gli avvenimenti degli anni di piombo, il periodo detto "la notte della Repubblica": la strage di Piazza Fontana, la strage della stazione di Bologna, i vari omicidi commessi dal terrorismo, sia rosso che nero. Un'analisi corretta, lineare, che unisce senso civile e sentimenti privati, che fa nascere nel lettore un dolore che non si trattiene, e la voglia di saperne sempre di più di questo periodo atroce del nostro Paese. Un grande, grande libro. |
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