La nostra vita è fatta di suoni fin dal nostro concepitemto siamo accompagnati dal battito del cuore di nostra madre che può
risultare più o meno dolce.
E quando ho iniziato ad ascoltare i MoRkObOt mi sono sentita quasi come un feto che immerso nel suo liquido amniotico,
tranquillo, curioso e forse un pò stordito si lascia cullare dal battito cardiaco di sua madre e ascolta le voci che provengono dall'esterno della pancia,
ignaro che prima o poi dovrà uscire di lì, dal suo posto caldo e sicuro.
Ultramorth - Orkotomb - Orkotomb, suoni ripetitivi ossessivi, inusuali per le mie orecchie, abituate ad un Rock più formale e strutturato convenzionalmente.
Ascolto curiosa i due bassi e la batteria che mescolano le loro semplicità, senza entusiasmarmi troppo però.
Sonorità dure e psichedeliche nello stesso tempo, che però non si riescono a completare tra loro diventando troppo ripetitive e noiose, Orkotomb, è interminabile.
Parte Oktrombo e si riprende esattamente da dove si era finito in precedenza una lunga continuazione angosciante della precedente traccia.
Mor - Oktomorb - Obrom, sette tracce cacofoniche, sette tracce non sono molte ma abbastanza per un genere così personale.
Buonissima la Registrazione, il Mixaggio e il Mastering.
Che dire mi sono trovata di fronte a dei musicisti di indubbio talento che a mio parere forse ricercando troppo l'originalità e forse anche la "particolarità" a tutti i costi,
sono finiti per partorire un prodotto abbastanza scontato e ripetitivo. |